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Watching The World Go By

Spacciatori di sogni

Babbo Natale giustiziato

Digione 24 dicembre 1951
“Ieri pomeriggio Babbo Natale è stato impiccato alla cancellata della cattedrale di Digione e arso pubblicamente sul sagrato. La spettacolare esecuzione si è svolta alla presenza di parecchie centinaia di bambini dei patronati. Essa era stata decisa d’accordo con il clero che aveva condannato Babbo Natale come usurpatore ed eretico. Egli era stato accusato di paganizzare la festa del Natale e di essersi insediato in essa come un cuculo occupandovi un posto sempre più grande. Gli si rimprovera soprattutto di essersi introdotto in tutte le scuole pubbliche da cui il presepe è scrupolosamente bandito. Domenica alle tre del pomeriggio, lo sventurato brav’uomo dalla barba bianca ha pagato come molti innocenti per una colpa di cui si erano resi colpevoli coloro i quali plaudiranno alla sua esecuzione. Il fuoco ha incendiato la sua barba ed egli è svanito nel fumo.” (Babbo Natale giustiziato, C.Lévi-Strauss)

Di straordinario c’è che ancora mezzo secolo dopo tale animosità non sembra essere passata di moda. Si ripresenta ogni Dicembre con i detrattori del Natale impegnati a distruggerne la magia con accuse di consumismo e leggerezza da una parte e i paladini del Presepe dall’altro. Babbo Natale è insomma ancora al centro delle polemiche con l’accusa di essere un irrazionale focolaio di paganesimo dell’uomo moderno. Ma, dico io, perché prendersela con un vecchio? Come mai dà così fastidio quest’uomo vestito di scarlatto?
Forse perché Babbo Natale è un re. No, ancora di più: Babbo Natale è una divinità, la divinità dei bambini, e proprio per questo non tutti sono in grado di capirne l’importanza. Per quanto mi riguarda non ho mai completamente digerito la scoperta della sua non-esistenza. Anzi, sarò sincera, una parte di me non l’ha mai veramente accettata, perché come osserva Lévi-Strauss “al fondo di noi non veglia, forse, sempre il desiderio, per quanto minimo, di creder in una generosità senza limiti, in un altruismo senza secondi fini, in un breve intervallo durante il quale è sospesa ogni paura, ogni invidia, ogni rancore? Certo, non possiamo condividere pienamente questa illusione; ma il fatto di alimentarla in altri giustifica i nostri sforzi, e ci procura l’occasione di riscaldarci alla fiamma accesa in queste giovani anime”.

La prima volta che mi capitò tra le mani questo strabiliante libello di Claude Lévi-Strauss rimasi senza parole. Lo persi sul treno e lo ritrovai solo anni dopo. Con Dickens e altre fiabe natalizie non manca mai sul mio comodino il giorno della Vigilia. La lettura dell’analisi antropologica che fa della figura e delle origini di Babbo Natale è un privilegio di cui non intendo privarvi dilungandomi oltre. Lo consiglio a tutti e a pieni voti…Regalatevelo per Natale! O magari -chissà- se siete stati buoni potreste trovarvelo come per magia sotto l’Albero.

Ah, tranquilli bambini, non era quello vero :

Fear of Santa

Caramelle

In silenzio

L’arte della felicità

Hide and seek

Spettatori

Ti faccio compagnia

Italianità

La solitudine perfetta

Bubble gum

Da grande voglio fare la ballerina

My Brother

Guarda in basso quando cammini!

L’incantatore di serpenti

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